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CATEGORIE ECONOMICHE BASSANESI SUL PROGETTO DI FUSIONE DEI COMUNI DELLA VALBRENTA (CAMPOLONGO SUL BRENTA, CISMON DEL GRAPPA, SAN NAZARIO, SOLAGNA E VALSTAGNA)

Efficienza semplificazione, vantaggi economici oggettivi, per le comunità interessate e le imprese, in un’ottica di Smart City. Ecco perché il Tavolo di Coordinamento  delle Categorie Economiche Bassanesi supporta il progetto di fusione dei Comuni della Valbrenta.

Il Tavolo di Coordinamento delle Categorie Economiche bassanesi supporta l’iniziativa progettuale sostenuta dalle Amministrazioni Comunali di Campolongo sul Brenta, Cismon, San Nazario, Solagna, Valstagna e dall’Unione Montana Valbrenta per la creazione di un unico ente amministrativo attraverso una “fusione”. L’iter procedurale iniziato dalle Amministrazioni ha suscitato vivo interesse nel mondo economico locale che lo ha sostenuto da subito per molti motivi.
In primis, questa scelta poterebbe a una razionalizzazione della spesa pubblica, perciò a un risparmio annuo stimato in 16 mila euro per la parte politica e 144 mila per quella tecnica legata alla struttura. Questa riduzione dei costi della “macchina pubblica”, grazie a una sinergia operativa e a economie di scala, nel medio termine si tradurrebbe in una minore incidenza della fiscalità locale.  La fusione consente poi una maggiore rilevanza politica e di rappresentanza del territorio che, amministrato da un ente con dimensioni e popolazione più consistenti, sarebbe così in grado di avere più peso nelle scelte e alle richieste verso altre Istituzioni.
Ulteriori aspetti positivi del progetto sono una maggiore semplificazione e rapidità nei processi decisionali sulle scelte strategiche di governo del territorio che interessano l’intera vallata (infrastrutture, servizi, politiche d’investimento, etc.); senza dimenticare l’efficientamento della macchina amministrativa in generale e, in particolare, nella capacità di risposta ai cittadini (con una struttura più ampia si possono creare aree di specializzazione e acquisire maggiori competenze).
Fin qui l’aspetto operativo, quanto a quello economico la fusione permetterebbe di accedere a contributi regionali e statali ad hoc a favore di tutta la comunità. Fatti salvi i contributi dati alle amministrazioni comunali di confine con la provincia autonoma di Trento (500 mila euro), si aggiungono quelli temporanei per progetti di questo tipo e che corrispondono a circa 1 milione e 250 mila euro annui per i primi 3 anni, e 1 milione per i successivi 7 anni, da reinvestire in azioni di sviluppo e di miglioramento del servizio. Infine, la Legge di Stabilità 2018 ha aumentato la quota stanziata per questi progetti passando dal 50% al 60% del versamento erariale.
Efficienza, semplificazione, vantaggi economici oggettivi per le comunità interessate. Questi, in sintesi, i motivi che hanno spinto le Categorie Economiche a supportare il progetto e che le rende particolarmente attente ai propositi di fusione soprattutto in contesti di omogeneità territoriali, proprio come nel caso della Valbrenta, che permettono di affrontare problematiche comuni in maniera più coordinata ed efficace.
Per questo il Tavolo di Coordinamento confida che il progetto porti alle imprese vantaggi concreti a partire dalle maggiori risorse a disposizione che possono essere investite, tramite affidamento a ditte esterne, per migliorare interventi e servizi forniti dal Comune. Altro auspicio è una maggiore competenza ed efficienza degli uffici comunali sia dal punto di vista tecnico che dei tempi perché le aziende necessitano di risposte celeri su autorizzazioni, licenze e permessi, concessioni edilizie, etc. per essere competitive. Infine la semplificazione: dal regolamento per la gestione della cartellonistica e pubblicità, al regolamento edilizio, ai Piani d’Intervento dei PAT, gli aspetti che impattano sulle aziende farebbero riferimento a un unico documento.
Le Categorie Economiche sono convinte perciò che questa fusione possa essere un modello ma anche un riferimento per arrivare a una massa critica più importante con l’adesione di altre realtà.
Quello bassanese è quindi un esempio concreto di progetto che va verso la Smart City i cui confini tradizionali e le suddivisioni amministrative sono superati da una logica d’insieme più ampia, che punta all’efficienza e alla condivisione. L’obiettivo è quello di arrivare a una “area vasta” o “area metropolitana” che veda nel contesto della Pedemontana il proprio riconoscimento ma, soprattutto, che porti a un governo del territorio mirato a un programma di sviluppo, a un miglioramento della qualità della vita, a una visione politica moderna e innovativa.