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Schede Paese (Estero)

Queste schede non vogliono sostituire la classica scheda paese fornita dalle istituzioni che supportano l'export, ma rendere più veloce e agevole il primo orientamento su un territorio e aiutare le imprese artigiane della metalmeccanica a comprendere il mercato locale.

  • emirati-arabi-uniti Gli Emirati Arabi Uniti sono uno stato della penisola araba composto da sette emirati:  Abu Dhabi, 
    Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn. Gli EAU hanno una superficie di circa 83.000 km², confinano a Sud con l'Arabia Saudita ad Est con l'Oman a Nord e ad Ovest con il Golfo Persico. L'estrema propaggine Nord della penisola è territorio omanita (penisola di Musandam). Gli EAU contano circa 4.230.000 abitanti di cui la popolazione emiratina rappresenta solo il 22% circa. il restante 78% è costituito da immigrati.

    Gli EAU si sono costituiti stato autonomo il 2 dicembre 1971 dopo aver ottenuto l'indipendenza dal Regno Unito.

    Negli ultimi anni si è potuto assistere alla corsa alla conquista di quello che a molti è parsa la nuova frontiera del business. il mercato degli EAU ha effettivamente palesato delle potenzialità (in particolar modo per il settore finanziario e immobiliare) senza paragoni con nessun'altro paese al mondo. Le notizie più diffuse sugli EUA riguardano solitamente il settore finanziario, quello immobiliare, turistico e lusso.

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  • germaniaCome più grande economia europea e seconda nazione più popolosa, la Germania è un membro chiave delle organizzazioni economiche e politiche, svolgendo un ruolo fondamentale all'interno dell'Unione Europea. Le lotte per il potere europeo hanno coinvolto la Germania in due devastanti guerre mondiali nella prima metà del 20^ secolo ed hanno lasciato il paese occupato dalle potenze vincitrici alleate cioè Stati Uniti, Regno Unito, Francia, e l'Unione Sovietica nel 1945. Con l'avvento della guerra fredda, sono stati costituiti due distinti Stati tedeschi si sono formati nel 1949: l'occidentale Repubblica federale di Germania (RFG) e, nella parte orientale, la Repubblica democratica tedesca (RDT). L'FRG democratico si è integrata nella principale organizzazione economica dell'Europa occidentale, la Comunità Economica Europea che divenne poi l'Unione Europea, mentre la DDR comunista è stata avamposto sovietico del Patto di Varsavia. Il declino dell'URSS e la fine della guerra fredda ha permesso l'unificazione tedesca nel 1990. Da allora, la Germania ha speso fondi considerevoli per aumentare la produttività ed i salari orientali fino agli standard occidentali. Nel gennaio 1999, la Germania e altri 10 paesi UE hanno introdotto una moneta unica di scambio europeo, l'euro. Nel gennaio del 2011, la Germania ha ipotizzato un seggio non permanente al Consiglio di sicurezza dell'ONU per il periodo 2011-12.

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  • GiordaniaLa Giordania è annoverata dall'OCSE tra i paesi a reddito medio-basso. La sua popolazione si attesta intorno ai 6 milioni di abitanti e il reddito medio pro-capite nel 2010 ha superato i 4.000 dollari. Il Paese è povero di materie prime, se si escludono potassio e fosfati, anche se recentemente sono stati rinvenuti significativi giacimenti di uranio le cui stime ammonterebbero a circa il 3% delle riserve mondiali; il territorio giordano è generalmente privo di combustibili fossili, salvo importanti depositi di argille bituminose di cui non è ancora iniziato lo sfruttamento, e soffre particolarmente per la scarsità di risorse idriche, è infatti il quarto Paese più povero di acqua al mondo. Il tessuto industriale è ancora poco sviluppato. Le aree coltivabili sono abbastanza limitate. La popolazione è per l'82,6% concentrata nei centri urbani, con circa il 38% al di sotto dei 15 anni e un ulteriore 31% di età compresa tra i 15 ed i 29 anni. Nonostante la crescita demografica si sia ridotta nell'ultimo quinquennio, attestandosi su un tasso quasi costante del 2,2% annuo, si prevede che si raggiungeranno i 7 milioni di abitanti entro il 2015.

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  • indonesiaCon i suoi 245 milioni di persone e la sua posizione strategica nel Sud Est Asiatico, l'Indonesia rappresenta una meta molto interessante per le imprese europee Nonostante la ricchissima presenza di materie prime, che la pongono tra i primissimi produttori mondiali, l'Indonesia rimane ancora oggi un paese sottosviluppato.

    L'attività più diffusa è l'agricoltura, divisa tra quella di sussistenza e quella destinata all'esportazione che contribuisce alla formazione del PIL in misura del 20% e impiega oltre il 40% della forza lavoro. L'agricoltura di sussistenza è molto praticata poiché, a causa della morfologia del territorio, il popolamento sparso non consente di praticare quella estensiva. Il prodotto principale è il riso, seguito da legname, taro e sago. Nelle zone più abitate, per mezzo dell'irrigazione si ottengono anche due raccolti annui: uno di riso nella stagione delle piogge e uno di mais, soia o arachidi nella stagione secca.

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  • malesiaMaimoonah Nagad (General Manager Industrial Operations – CSE Automotive Technologies), ha dichiarato in una recente intervista: "Importiamo dall'Italia soprattutto componenti che preferiamo completare e assemblare qui in Malesia. La dimensione dei fornitori non è importante, lavoriamo già con piccole imprese italiane e apprezziamo la qualità delle lavorazioni meccaniche e la flessibilità nella customizzazione."

    La Malesia non figura, solitamente, ai primi posti tra le opzioni di internazionalizzazione. La conoscenza di questo mercato è limitata e spesso influenzata dalle politiche di attrazione degli investimenti. Un territorio poco più grande di quello italiano e una popolazione di 28 milioni di abitanti, con un Pil procapite a parità di potere d'acquisto di 14.700 $ (77esima posizione nel mondo) non la rendono la prima scelta per le aziende che crescono attraverso l'export.

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  • svizzera

    La Confederazione è stata fondata nel 1.291 come alleanza difensiva fra tre cantoni, che negli anni successivi videro l'adesione di altre località contigue fino alla configurazione della Confederazione degli otto cantoni e poi dei quindici. La Confederazione ottenne l'indipendenza dal Sacro Romano Impero nel 1.499. Con la costituzione del 1848, successivamente modificata nel 1874, la confederazione si è trasformata in un vero e proprio governo federale.

    La sovranità e la neutralità della Svizzera sono state onorate, almeno formalmente, dalle maggiori potenze europee e il paese non è stato coinvolto in alcuna delle due guerre mondiali, anche se ha avuto necessità di scendere a patti con gli stati coinvolti per poter permettere alle proprie industrie di sopravvivere. Successivamente è cominciato il percorso di integrazione politica ed economica dell'Europa che ha creato non pochi conflitti d'opinione all'interno della Svizzera che finora ha deciso di entrare a far parte delle Nazioni Unite e del WTO, ritagliandosi un ruolo importante, utilizzando la propria scelta di neutralità.

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  • thailandiaIl volto nuovo e moderno del Primo Ministro democratico, Abhisit Vejjajiva, testimonia il tentativo di dare una svolta importante ad un Paese che ha la necessità, oltre che di fronteggiare la crisi economica, di eliminare le divisioni interne e ritrovare la sua identità di sempre.

    L'inizio di alcuni progetti infrastrutturali e l'aumento della spesa corrente per aiutare la ripresa della domanda interna contribuirà a creare un contenuto deficit di bilancio.

    Tra gli obiettivi di governo, infatti, risultano la realizzazione di 4 nuove linee di metropolitana leggera nell'area di Bangkok, di un porto commerciale e di un parco industriale nel Sud. Inoltre, la costruzione di ferrovie ad uso civile e commerciale dovrebbero essere avviate a breve per poter migliorare la logistica della Thailandia.

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  • vietnamIl Vietnam è un paese di medie dimensioni con una popolazione di quasi 87 milioni di abitanti nel quale coesistono un sud più avanzato e industrializzato e un nord più popoloso e maggiormente dedito all'agricoltura. Il 25% della popolazione vietnamita ha meno di 15 anni e il 62% ha meno di trentacinque anni ed è quindi nato all'indomani del conflitto tra Vietnam e Usa. L'alta presenza di giovani in età scolare o all'inizio della propria vita lavorativa costituisce una risorsa fondamentale per il paese ed è il principale presupposto per la presenza di un tasso di alfabetizzazione molto elevato e di un'attenzione particolare verso il miglioramento del grado di istruzione.

    Il Vietnam presenta ancora caratteristiche largamente rurali: solo il 30% degli abitanti infatti vive in aree urbane, anche se tale cifra, probabilmente sottostimata, è destinata ad aumentare rapidamente. Nel 2010 agricoltura, attività forestali e pesca hanno contribuito al 20,6% del PIL, a prezzi costanti. Industria e servizi, incluso il settore delle costruzioni, hanno contribuito rispettivamente per il 41,1% e il 38,3%. La distribuzione della popolazione attiva per comparto nel 2010 la vedeva impegnata per il 51,8% nel primario, per il 15,4% nell'industria e per il 32,7% nei servizi.

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  • turchiaL'economia turca è cresciuta del'11% nel primo trimestre 2011 e dell'8,8% nel secondo.

    Sono risultati migliori delle aspettative del governo di Ankara che prevedeva un 7,5%. L'anno scorso, dopo la recessione da -4,8% del 2009, l'economia turca era cresciuta dell'8,9%.

    Con quasi 80 milioni di abitanti (età media 27 anni) la Turchia non si propone solamente come meta delle imprese europee che stanno delocalizzando, ma anche ampio e interessante mercato interno.

    L'Italia è il quarto partner commerciale della Turchia, con un interscambio di 16,7 miliardi di dollari a fine 2010 e un aumento delle esportazioni italiane del 33%, e costituisce il secondo mercato di sbocco delle esportazioni turche.

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  • uzbekistanL'Uzbekistan è un paese arido, senza sbocco sul mare, con l'11% del territorio dedicato a colture intensive. Oltre il 60% della popolazione vive in comunità rurali densamente popolate. Tuttavia, l'Uzbekistan goduto di un raccolto di cotone paraurti nel 2010 in mezzo a registrare prezzi elevati. Dopo l'indipendenza nel settembre 1991, il governo ha cercato di gestire il potere attraverso sussidi e stretto controllo sulla produzione e sui prezzi. E' presente un forte aumento della disuguaglianza della distribuzione del reddito. Nel novembre 2005, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente dell'Uzbekistan Karimov ha firmato un '"alleanza", che comprendeva le disposizioni per la cooperazione economica e commerciale. Imprese russe hanno mostrato un crescente interesse in Uzbekistan, in particolare nel settore minerario, delle telecomunicazioni, petrolio e gas. Nonostante alcuni espropri in passato, il governo uzbeko ha attivamente corteggiato diverse grandi aziende statunitensi e internazionali, offrendo finanziamenti attraenti e agevolazioni fiscali, e ha ottenuto un significativo investimento degli Stati Uniti nel settore automobilistico. Anche se la crescita ha rallentato nel 2009-2010, l'Uzbekistan ha visto pochi altri effetti dalla crisi economica globale, soprattutto grazie al suo relativo isolamento dai mercati finanziari globali.

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