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LA SFIDA DEL «METTERSI IN PROPRIO» RACCONTATA DA CHI L’HA GIA’ VINTA

Per l’imprenditore di oggi è cruciale saper coniugare efficacemente i valori della tradizione con l’innovazione nel guardare avanti. Al tempo stesso, sapere come “si fa impresa”, cioè conoscere la realtà più diffusa e importante del nostro tessuto produttivo, è fondamentale per chi si sta preparando a entrare nel mondo del lavoro. Nasce da queste considerazioni il volume “Mettersi in proprio. Promuovere la cultura imprenditoriale nei giovani”, edito da Franco Angeli, realizzato in occasione del decennale della Scuola di Politica ed Economia (SPE) di Confartigianato Vicenza, unico esempio del genere in Italia  frequentata fino a oggi da 200 imprenditori.
La pubblicazione è il frutto dell’impegno, tradottosi in un “project work”, di tredici giovani artigiani che hanno portato a termine un’esperienza formativa triennale alla Scuola, nell’ambito delle attività del Cesar (Centro di Formazione dell’Associazione). Responsabile scientifico del progetto è stato il professor Giampietro Vecchiato, docente di Relazioni Pubbliche nelle Università di Padova e Gorizia, che spiega com’è nata questa idea: «La cultura d’impresa oggi non è sufficientemente valorizzata mentre invece, soprattutto in periodi di crisi come quelli attuali con alti tassi di in occupazione giovanile, più che bussare alle porte degli altri i giovani devono imparare a rimboccarsi le maniche e a mettere a frutto le proprie idee, intuizioni e, perché no, aspirazioni».
Il libro contiene, così, i contributi degli artigiani che hanno affrontato il tema dell’imprenditorialità intesa sia come scelta di “mettersi in proprio”, sia come sviluppo di un atteggiamento “imprenditoriale” anche nel lavoro dipendente.  
Sono due gli obiettivi della pubblicazione. Il primo è quello di contribuire a una ridefinizione in chiave attuale e attualizzata dell’artigiano, marcandone i tratti distintivi. In generale, infatti, egli è visto ancora come una persona “solitaria”, chiusa nella sua antica bottega. Un’immagine distorta e superata per la qualità e meriti “moderni” di un settore vitale della nostra economia, che ne possono fare una valida prospettiva e opportunità occupazionale. Il secondo obiettivo è quello di proporsi come strumento per stimolare e aiutare i giovani a diventare responsabili del proprio destino e della propria realizzazione professionale, fornendo alcuni spunti per esplorare talenti e capacità imprenditoriali.
E così, da un lato si esortano i ragazzi a essere protagonisti attivi della propria vita, a investire sul loro “saper fare”, a liberare forti energie creative e a sviluppare la propria capacità di affrontare i mutamenti e i problemi; dall’altro, si stimolano coloro che già sono imprenditori artigiani a rimettersi in discussione.
Peculiarità dell’opera è la sua struttura articolata per schede tematiche arricchite da riferimenti bibliografici, test, video, filmografia e approfondimenti, tutti materiali che rendono il libro anche una guida pratica per riflettere, ricercare e analizzarsi; un vademecum che si presta a essere utilizzato a scopo didattico e di orientamento nelle scuole, o nei contesti formativi di ambito associativo (soci Confartigianato, apprendisti, eccetera), ma anche utile all’esplorazione autonoma di sé e del mondo artigiano e imprenditoriale da parte di neo imprenditori e giovani alla ricerca della propria vocazione professionale.
Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Vicenza,  commenta al proposito: «Abbiamo due milioni di giovani inoccupati, che cioè non studiano e non lavorano. Questa pubblicazione potrebbe costituire anche per loro uno spunto di approfondimento per cercare di capire il mondo dell’azienda, sia dal punto di vista dell’imprenditore che del collaboratore».
«La Confartigianato ha l’ambizione di non guardare solo alle competenze tecniche degli imprenditori o futuri tali – aggiunge il direttore generale Pietro De Lotto- ma anche alla loro crescita personale. Per questo la Scuola di Politica ed Economia approfondisce temi quali l’innovazione, di prodotto, sistema e organizzazione, l’internazionalizzazione, e l’importanza del capitale umano perché le Pmi assolvono anche un ruolo sociale di rilievo».
Un’attenzione verso le cultura d’impresa a tutto tondo quindi che Confartigianato vuol trasmettere agli studenti attraverso momenti di orientamento, sia nelle scuole superiori che nelle università, e che nel 2012 si tradurrà proprio in incontri con i giovani per educarli all’imprenditorialità.