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Occupazione dipendente artigiana

Seppur con segno positivo, rallenta la crescita nel Vicentino a fine 2024. La classe tra 30 e i 50 anni rimane la più numerosa. In crescita gli over 50

A fine 2024 l’occupazione dipendente nell’artigianato vicentino registrava un aumento pari a +0,5% rispetto ad un anno prima, in rallentamento rispetto al +1% registrato a fine 2023. È la crescita più contenuta dal 2020. A registrarla è l’indagine congiunturale semestrale sull’andamento dell’artigianato vicentino, realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Vicenza, che ha coinvolto un campione di 1.688 micro e piccole imprese che occupano 10.368 dipendenti.

“Il nostro osservatorio conferma il trend in atto strettamente intrecciato a fenomeni geo politici e sociali – spiega il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion-. Da un lato, seppur di segno positivo, la ‘frenata’ delle assunzioni nell’artigianato può essere legata all’incertezza su cui pesano costi delle materie prime, conflitti in corso, minacce di dazi, economie europee in affanno. Dall’altro lato ci troviamo di fronte ad una situazione demografica che vede calare progressivamente i numeri dei lavoratori più giovani e contestualmente aumentare quella degli over 50 e di chi si appresta alla pensione. In questi giorni autorevoli istituti di ricerca hanno evidenziato tal squilibrio che ha ovvi riflessi sull’economia – i giovani sono per natura portatori di innovazione ed entusiasmo – e anche sulla tenuta del welfare. A ciò si aggiunga che spesso le competenze richieste dalle imprese non si trovano”.

La dinamica dell’occupazione per classe di età mostra una invariabilità per i dipendenti under 30 (0,1%); un calo del 2,2% rispetto a fine 2023 per i dipendenti tra i 30 e i 50 anni e una, ulteriore, forte crescita, pari a +5,1%, per i dipendenti con più di 50 anni.

I dipendenti artigiani tra i 30 e i 50 anni rimangono la classe più numerosa, rappresentando il 46% dell’occupazione dipendente artigiana, seguono gli over 50 (30,9%) e gli under 30 (23,1%). Si interrompe, dopo 3 anni, la miglior performance dell’occupazione femminile che a fine 2024 rimane stabile (+0,1%) rispetto a fine 2023. L’occupazione maschile registra una variazione leggermente più intensa, pari a +0,7% rispetto ad un anno prima. Continua la forte crescita dell’occupazione di dipendenti di nazionalità straniera, già osservata lo scorso giugno (+2%), che a fine 2024 registra un +2,8% rispetto ad un anno prima. I dipendenti italiani mostrano una sostanziale invariabilità con una crescita pari a +0,2% rispetto a fine 2023.

Rallenta fortemente la contrazione degli apprendisti che a fine 2024 segnano un calo dell’1,4%, contro il -5,1% registrato a fine 2023. In flessione anche gli operai che segnano un -0,9% rispetto ad un anno prima, mentre risultano in forte aumento gli impiegati che segnano una crescita del 2,9% rispetto a fine 2023.

In merito alle attività economiche, le maggiori crescite dell’occupazione dipendente artigiana si rilevano nella Metalmeccanica Chimica Concia e per Legno e Arredo, entrambe con crescita del +1,0% rispetto al 2023.
“Le imprese artigiane di questi settori, che per motivi diversi vivono un momento delicato, tengono ed è probabile che ciò accada per un mix di fattori, tra cui proprio la loro dimensione e la diversificazione dei mercati e dei committenti”, aggiunge Cavion.

Si osservano, tuttavia, tre settori con una flessione dell’occupazione: è il caso dell’Artigianato artistico che segna -2,1% rispetto ad un anno prima, Alimentazione (-1,9%) e Benessere che segna -1,7%.

“Siamo di fronte a tre comparti che chiedono percorsi di preparazione specifici e talvolta anche un impegno lavorativo diverso da altri settori, profili professionali che spesso non si trovano”, prosegue il presidente. E conclude: “I dati fotografano una situazione che arriva da lontano e che non può risolversi nel breve tempo ma che va presa in carico da tutti i soggetti coinvolti. Di sicuro le imprese hanno capito che il mercato del lavoro, tanto lato offerta quanto lato domanda, è in continua trasformazione. Tra nuove competenze, innovazione sempre più accelerata e esigenze dei dipendenti, ben lontane e diverse da quelle dei loro padri, vanno adottate soluzioni duttili e nuove per trovare e trattenere le proprie risorse umane”.