
Slitta l’obbligo delle polizze catastrofali
Al 1° gennaio 2026 per le piccole e micro imprese. Cavion: “Importante risultato sindacale: ora non si perda tempo, vanno chiariti alcuni punti della norma e studiate soluzioni adeguate”
“Alla fine, è prevalso il realismo. Ora abbiamo davanti sei mesi per fare chiarezza e soprattutto per evitare speculazioni ai danni delle imprese”. È questo il commento del presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion, in merito al rinvio dei termini dell’obbligo di sottoscrizione delle polizze assicurative contro eventi catastrofali da parte delle imprese. Il Consiglio dei Ministri, infatti, a ridosso del termine fissato, ovvero 1° aprile, ha deciso di prorogare l’obbligo. Non solo, Confartigianato, così come altre associazioni imprenditoriali, ha partecipato al tavolo promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, cui erano presenti anche le rappresentanze delle compagnie assicurative, evidenziando i punti poco chiari del Decreto e quali le necessità di trasparenza e chiarezza nelle soluzioni assicurative.
“Non nascondiamo una certa soddisfazione perché il rinvio è anche frutto dell’azione di Confartigianato nei confronti di una misura che sin dall’inizio aveva suscitato grande preoccupazione – continua Cavion-. Ora per le piccole e micro imprese, ovvero per gli artigiani, l’obbligo slitta al 1° gennaio 2026”.
Ricorda Cavion che più volte sono state evidenziate lacune al provvedimento. In primis le difficoltà reali che le imprese artigiane, nel breve lasso di tempo tra il Decreto attuativo di fine febbraio e la scadenza di aprile, avrebbero avuto nel trovare soluzioni assicurative concrete, eque e comprensibili.
“Il provvedimento, nato con l’intento di aumentare la resilienza del sistema produttivo italiano di fronte ai sempre più frequenti eventi calamitosi e di sopperire alle difficoltà da parte dello Stato di risarcire i danni, ha finito per gravare proprio su quelle realtà imprenditoriali che più avrebbero bisogno di essere accompagnate: le micro e piccole imprese che per affrontare la complessità del mercato assicurativo devono affrontare nuovi costi – commenta Ruggero Camerra, Delegato al Credito e Convenzioni Assicurative di Confartigianato Vicenza -. Il tutto senza certezze su quali beni o su quali danni venissero risarciti proprio a causa di una lacunosità del Decreto. Non a caso a ridosso della scadenza Savitas, l’assicurazione promossa da Confartigianato Vicenza e Itas, rilevava che solo un 10% delle aziende artigiane beriche (su un totale di 22.833) aveva provveduto alla sottoscrizione. Una situazione, quella vicentina, in linea con la media veneta e nazionale dove a numerosi preventivi sono seguite poche firme confermando dell’atteggiamento di attesa, ovvero incertezza, da parte delle imprese”.
“Confartigianato esce dal primo confronto con il Ministero soddisfatta perché sui punti evidenziati si è aperto confronto strutturato anche con le compagnie assicurative. Ora si tratta di non perdere tempo e stabilire standard minimi, regole condivise, modalità operative e criteri trasparenti. Punti cruciali saranno: offerte assicurative cucite sulle singole realtà produttive perché l’artigianato presenta diverse casistiche; e capire a quali tipi di incentivi statali sono escluse le imprese che non sottoscriveranno la polizza”, continua Cavion.
Il presidente richiama poi l’attenzione su un altro aspetto della questione “Come sempre alla fine le imprese faranno la loro parte così come continueranno a farla gli enti coinvolti nella tutela del territorio. Rimane infatti fondamentale salvaguardare il territorio e mettere in atto tutte quelle cautele e quegli interventi utili per la sicurezza delle comunità e delle attività produttive”.