
Vicenza alla Pari: un modello innovativo di welfare territoriale
Un Protocollo di rete, una base programmatica articolata in 6 punti per rispondere alle sfide cruciali connesse ai temi della parità di genere, della conciliazione tra vita e lavoro e dei nuovi modelli di welfare, secondo i bisogni segnalati dal territorio.
Questi gli obiettivi del Protocollo nato nell’ambito del progetto PARI – Progetti ed Azioni di Rete Innovative per l’equità e l’equilibrio di genere nel nostro territorio, finanziato dalla Regione Veneto al fine di ridurre il divario di genere nel mercato del lavoro e nella società. Tale Protocollo è il risultato di un progetto degli enti capofila della provincia di Vicenza (Cesar-Confartigianato Vicenza, Niuko-Confindustria Vicenza, Esac- Confcommercio Vicenza e ForAction) e propone ai soggetti partner un accordo tra pubblico, privato e terzo settore, al fine di costruire una rete territoriale capace di sviluppare interventi innovativi e sostenibili che guardano alla parità, nel senso più ampio del termine.
In concreto “Vicenza alla Pari”, dopo aver individuato i temi cruciali e le problematicità più sentite dal territorio, intende sviluppare un modello innovativo di welfare territoriale che favorisca l’inclusione sociale e il benessere della comunità, contrasti la discriminazione di genere e migliori l’accesso delle donne al mercato del lavoro, favorisca la conciliazione tra vita privata e professionale, crei opportunità per i giovani per contrastare il fenomeno dell’abbandono del territorio, renda il territorio più attrattivo, migliorando qualità della vita, accesso ai servizi e rigenerazione urbana.
DAI BISOGNI ALLE AZIONI
La premessa: da dove nasce il Protocollo
Si tratta di un risultato volto a costruire una rete territoriale capace di sviluppare interventi innovativi e sostenibili, favorendo politiche di equità di genere, inclusione e conciliazione tra vita privata e lavoro. Il progetto si inserisce in un contesto in cui il territorio vicentino sta affrontando sfide significative, che qui elenchiamo. Spopolamento e riduzione della forza lavoro: giovani e lavoratori tendono a cercare condizioni di vita e lavoro migliori altrove. Scarso coordinamento territoriale: ovvero frammentazione delle competenze tra enti pubblici e privati. Inadeguatezza dei servizi di welfare: i sistemi tradizionali non rispondono più ai bisogni emergenti di conciliazione e inclusione sociale. Distanza tra generazioni: giovani e adulti hanno percezioni diverse sulle questioni di genere e sul mondo del lavoro. Necessità di nuovi modelli di welfare: serve un approccio più integrato e innovativo che unisca welfare istituzionale, aziendale e di comunità.
Gli obiettivi
“Vicenza alla pari” ha lo scopo di sviluppare un modello innovativo di welfare territoriale che: favorisca l’inclusione sociale e il benessere della comunità; contrasti la discriminazione di genere e migliori l’accesso delle donne al mercato del lavoro, promuovendo nuove forme di occupazione e imprenditorialità femminile; favorisca la conciliazione tra vita privata e professionale, anche attraverso nuove modalità lavorative come lo smart working e il coworking evoluto; crei opportunità per i giovani, attraverso percorsi di orientamento scolastico e professionale, per contrastare il fenomeno dell’abbandono del territorio; renda il territorio più attrattivo, migliorando la qualità della vita, l’accesso ai servizi e la rigenerazione urbana.
Le azioni concrete/schede progetto
Per realizzare questi obiettivi, “Vicenza alla Pari” prevede una serie di azioni concrete, articolate in progetti operativi, ognuno dei quali risponde a una specifica necessità del territorio vicentino.
Azioni potenzialmente inseribili nei documenti programmatici delle IPA provinciali.
Ecco le azioni che intercettano i bisogni rilevati:
- Rigenerazione urbana e nuove forme dell’abitare con conversione di edifici abbandonati in alloggi accessibili e social housing, promozione del co-housing e altre soluzioni abitative innovative.
- Coworking evoluto e startup attraverso la creazione di spazi accessibili per giovani imprenditori e professionisti, favorendo il collegamento tra università, imprese e territorio.
- Active Camp – Spazi estivi di orientamento per giovani: camp estivi per ragazzi tra i 15 e i 17 anni, con esperienze formative sul lavoro e sull’università, coinvolgimento di aziende e università per simulare esperienze reali.
- Innovazione sociale per il welfare territoriale: con lo scopo di creare un sistema di welfare pubblico-privato per supportare famiglie e lavoratori; e con la promozione di accordi territoriali per il welfare aziendale e la conciliazione vita-lavoro.
- Centri di conciliazione vita-lavoro: pensando alla riconversione di edifici in spazi per smart working evoluto e servizi per le famiglie; creando e attivando di servizi di supporto (es. spazi per bambini, locker per acquisti locali, palestre).
- Osservatorio e coordinamento per la domanda di lavoro con il monitoraggio costante della domanda di manodopera nel Vicentino e la creazione di un coordinamento permanente tra scuole, imprese e istituzioni per orientare l’offerta formativa alle esigenze del mercato del lavoro
(link intervista Pozza/ Caleari)
La presentazione
Il Protocollo è stato presentato nel corso di un evento che si è svolto a Palazzo Chiericati di Vicenza. All’appuntamento hanno partecipato Agnese Canevari, consigliera nazionale di parità supplente e Mirta Corrà, consigliera regionale di parità supplente (link interviste), insieme ai partner di progetto e a rappresentanti del mondo istituzionale e imprenditoriale. Oltre ai relatori, che hanno affrontato i diversi aspetti del Protocollo, i lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali della Regione Veneto e dalla vicesindaca di Vicenza, nonché assessore alle Risorse economiche, al Lavoro e alle Pari opportunità, Isabella Sala. L’incontro è stato moderato da Ketty Panni, presidente della Fondazione Relazionésimo ETS. Hanno presentato il lavoro svolto per il progetto: Luciano Gallo, partner e amministratore unico Arvest Srl; Jacopo Massaro, consulente strategico per lo sviluppo territoriale, e Valentina Tomasi, consulente strategico per lo sviluppo delle politiche integrate di welfare di Arvest Srl. (slide allegate)